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Le mani cinesi sulla logistica. Dentro la filiera di Temu, la “Amazon cinese” in Italia, fra ... - Il Giorno

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Guardia di Finanza in azione: secondo le Fiamme Gialle, dietro la logistica della multinazionale dell'e-commerce controllata dal gruppo PDD Holdings si nascondono frodi fiscali, prestanome e magazzini fantasma Per approfondire: Articolo : Logistica e vigilantes, manodopera irregolare e frode fiscale. Sequestri per 10 milioni di euro a Milano Articolo : Milano, frode fiscale sulla manodopera: sequestro preventivo per 28 milioni a 4 società di logistica Articolo : Logistica, ombre sul futuro: per il 60% l’IA è un rischio. Un lavoratore su quattro non arriva a 1.500 euro Ricevi le notizie de Il Giorno su Google Seguici È la “Amazon cinese” che, alle spalle del colosso fondato da Jeff Bezos, guida la classifica 2026 dei principali marketplace transfrontalieri in Europa, un business da 140 miliardi di euro all'anno nel vecchio continente. Nell'ultimo anno in Francia Temu ha persino superato la rivale Shein nel mercato dell'abbigliamento, diventando il leader della moda ultra fast transalpina. Ma, secondo la guardia di finanza, dietro la logistica in Italia della multinazionale dell'e-commerce controllata dal gruppo PDD Holdings si nascondono frodi fiscali, prestanome e magazzini fantasma . L’inchiesta della Procura di Milano La storia emerge dalle carte dell'inchiesta dei pubblici ministeri di Milano, Paolo Storari e Adriana Blasco con l'aggiunto Calogero Piscitiello, nei confronti di una piccola srl che si occupa di smistamento merci e logistica dell'ultimo miglio ("last mile") nella penisola: la Imile Italy. Cinquantamila euro di capitale sociale, sede legale a San Giuliano Milanese , è amministrata dal 41enne indiano, Jospeh Naveen , originario Secunderabad. Dichiara "attività postali e di corriere" o "consulenza in ambito logistico, commerciale, tecnologico" come core business. Il micro-imprenditore e l'azienda sono entrambi indagati per frode fiscale Iva con false fatture sui cosiddetti "serbatoi" di manodopera che forniscono servizi in appalto a grossi player del settore. Il magistrato Paolo Storari della Procura di Milano Come altre centinaia di piccole aziende individuate dagli investigatori in anni di indagini sul settore, avrebbe operato senza pagare l'Iva, i contributi dei lavoratori e continuando a cambiare cooperative e srl (o anche solo il nome) del "personale" assunto nel corso del tempo. In quella che gli inquirenti chiamano la "transumanza" degli operai da una società all'altra, definita come un "meccanismo fraudolento" per offrire ai committenti sul mercato tariffe competitive sulle spalle dei lavoratori e dell'Erario, sapendo in anticipo che ogni due anni si fallisce, lasciando un 'buco' fiscale mai saldato con lo Stato. Il pm: “Con indagini su logistica assunti 70mila operai” Non è una novità: negli ultimi 5 anni la Procura di Milano con i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria delle fiamme gialle ha aperto circa 50 fascicoli-fotocopia. Sono state coinvolte decine di società e multinazionali della logistica come Ups, BRT, Amazon, FedEx, chiamate a rispondere in solido e penalmente per gli illeciti dei loro appaltatori su cui non avrebbero colposamente vigilato, e portando al recupero di oltre 1,2 miliardi di euro di Iva, 148 milioni di euro di contributi Inps e alla "assunzione" o "stabilizzazione" di quasi 70mila fra facchini e corrieri . Imile Italy è una di queste: il 21 ottobre il gip di Milano, Luca Milani , ha convalidato il sequestro preventivo d'urgenza da 2,2 milioni di euro disposto 10 giorni prima dai pm con l'ipotesi di dichiarazione fraudolenta con l'uso di fatture inesistenti per gli anni 2024 e 2025. Dalle 45 pagine del decreto emerge come la srl di Naveen sia il primo "partner logistico in Italia" del gruppo cinese dell'e-commerce. Un'informativa delle fiamme gialle indica nel principale 'hub di smistamento di Temu - non indagata - nella penisola quello di Olgiate Olona, in provincia di Varese, "gestito da Imile" che pure non lo avrebbe mai dichiarato come "sede operativa". Un magazzino 'fantasma', in sintesi, che l'azienda avrebbe preso in affitto da Kryalos - la sgr di Blackstone, a cui viene ricondotta anche la sede di San Giuliano Milanese - per quasi 800mila euro all'anno e dove, secondo il gip, avverrebbe la "somministrazione di manodopera irregolare" in favore di Imile e quindi di Temu. Temu: “Non è il nostro principale partner logistico” La società cinese ha fatto sapere in una nota che la Imile è solo “uno dei diversi operatori che si occupano delle consegne dell'ultimo miglio per Temu in Italia e non il suo principale partner logistico”. Il centro di smistamento citato nelle carte “serve diversi clienti e non è né di proprietà né in locazione a Temu” che non lo identifica come il proprio “principale hub logistico” nel mercato tricolore. Logistica in Italia, la lunga mano cinese Gli approfondimenti investigativi più recenti sul settore mostrano che la longa manus cinese è sempre più protagonista della logistica italiana. Nelle stesse ore del sequestro il giudice per le indagini preliminari ha ordinato di congelare sui conti correnti della Gofo Italia srl di Lainate quasi un altro milione di euro, sempre per frode fiscale. Indagato il 42enne Lin Cheng. Così come è nato nella Repubblica popolare l'imprenditore che avrebbe fornito manodopera a "basso costo" negli appalti, questa volta di guardiania e vigilanza e non nella logistica, per importanti clienti come Decathlon, McDonald's, Bricocenter e diverse società del Gruppo Marcegaglia ( tutte non indagate ): Wieman Wu, 50 anni, per la Procura di Milano è "irreperibile" dal 2016. Ma ciò non gli ha impedito di guidare, almeno formalmente, due aziende di "investigazione privata": la Yellow Security srl e la Sicurezza e Antitaccheggio srl. Sono i “serbatoi” che fra 2021 al 2025, hanno fornito vigilantes alla Reina Management Services srl (dal luglio 2025 RMS Network srl) dell'imprenditore 65enne Davide Rocco Reina, indagato per una frode fiscale da oltre 7,2 milioni di euro (sequestro convalidato martedì mattina) negli appalti di importanti catene della grande distribuzione e industrie. I fari su security e vigilanza: sequestrati 7,2 mln negli appalti di Decathlon e McDonald's A RMS vengono contestate le fatture da fornitori diretti e indiretti (i subappaltatori) con "rilevanti criticità fiscali ", utilizzate per comprimere il costo del lavoro e quindi dell'appalto al cliente finale. Nella filiera i militari hanno individuato aziende a cui la partita Iva è stato chiusa 'd'ufficio" dopo la scoperta di fatture per operazioni inesistenti per 250 milioni di euro; altre sciolte per liquidazione o debitrici dell'Erario per milioni di euro; altre ancora che presentano anomale dichiarazioni fiscali in cui portano in compensazione centinaia di migliaia di euro di bonus edilizi - come il "bonus facciate" - pur senza possedere immobili né aver mai effettuato lavori. I fari si sono concentrati in particolare sulla N.T. Security Investigations srl, ritenuta la società "filtro" nella "somministrazione illecita" di manodopera con la "funzione" di interporsi fra l'azienda guidata da Reina e i subappaltatori con "l'unico scopo", scrive il pm Storari negli atti d'indagine, di "rendere più complesse le attività investigative" e "ostacolare l’individuazione del reale destinatario dei vantaggi illeciti". Come? Allungando "artificiosamente la catena commerciale". Allungandola fino in Cina. WhatsApp Facebook X Print © Riproduzione riservata Tag dell'articolo Inchiesta Frode Incidente sul lavoro Guardia di Finanza Tribunale

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